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Rassegna Stampa


"agimuspadovano.com"

‘Solitaire Ensemble’ clarinetti scanzonati e magie d’autore
3 set 2011
Una veduta esterna del Castello Angioino di
Mola di Bari che ospiterà domenica 4
settembre i “Solitaire Ensemble” per
l’appuntamento dell’”Agimus Festival”
Proseguono gli appuntamenti dell’ AgimusFestival 2011, organizzato dall’omonima associazione di Mola di
Bari con la direzione artistica di Piero Rotolo. Quest’anno la manifestazione è stata inserita nella rete Feste
Musicali in Puglia sostenuta dal Progetto regionale Puglia Sounds e cofinanziato dall’Unione Europea, dalla
Provincia di Bari e dal comune di Mola.
Domani, domenica 4 settembre alle 20,30 ospiti nel Castello Angioino di Mola i Solitaire Ensemble con il
concerto dal titolo Da Rossini a Verdi…..da Kurt Weill a Duke Ellington: la magia della trascrizione.
Il gruppo formato da Simone Salza, Alfredo Natili, Renato Settembri, Ermete Quondampaolo, Roberto
Petrocchi nasce nel 1998 con l’obiettivo di divulgare un repertorio alternativo ai tradizionali programmi per
clarinetti. Un concerto speciale che porterà gli spettatori nel mondo della “trascrizione”, sia essa di famose
ouverture di operisti italiani (Rossini, Verdi) che quella di brani jazz (Gershwin, Ellington) o di tango argentino
(Gardel, Piazzolla). I brani eseguiti sono arrangiati in esclusiva per il Solitaire Ensemble da insigni musicisti
contemporanei o dagli stessi componenti. Il quintetto utilizza gli strumenti più significativi della famiglia: dal
clarinetto piccolo mib al clarinetto basso, con l’impiego costante del corno di bassetto. L’impasto sonoro che ne
scaturisce risulta affascinante, morbido e suadente; oppure graffiante, scanzonato e burlesco, capace
comunque di creare continue e differenti sensazioni che stimolano l’interesse e la partecipazione del pubblico. I
componenti provengono da diverse e significative esperienze individuali, svolgono intensa attività solistica,
cameristica e orchestrale in collaborazione con altre realtà musicali (Teatro dell’Opera di Roma, Accademia di
S. Cecilia, Rai) vantando inoltre una consolidata attività didattica presso Conservatori di Stato e importanti
istituzioni musicali. Collaborano intensamente alla produzione di colonne sonore per film con Morricone,
Bakalov, Piovani, Trovajoli tra gli altri.
Il Solitaire Ensemble si è esibito con grande successo presso importanti associazioni musicali italiane ed
europee, riscuotendo ovunque positivi consensi di pubblico e di critica.




Creato da vithor65 il 05/01/2006
AMICI DE L'ANELLO
La vita rappresentata in tutte le sue magiche forme.
Solitaire Ensamble
Post n°78 pubblicato il 12 Agosto 2009 da vithor65

In questi giorni di ferie ho avuto il piacere e
la sorpresa di conoscere un gruppo di
musicisti davvero straordinari. La prima
considerazione da fare è che spesso, come
in una piccola avventura, ci troviamo di
fronte a veri fenomeni dell'arte che con il
loro lavoro, la loro modestia e la loro professionalità, oltre che
con la loro incomparabile bravura, riescono a dare emozioni
straordinarie che ti rimangono dentro per sempre. Questo è il
caso di questo quintetto di clarinetti davvero fenomenale. Una
breve scheda:
Lo   scopo   del   gruppo   dei   Solitaire   Ensemble   è   quello   di
divulgare   un   repertorio   di  musica   alternativo   ai   tradizionali
programmi   nati   per   cori   di   clarinetti.   La   loro   peculiarità
consiste   nell’utilizzo   di   tutti   gli   strumenti   appartenenti   alla
famiglia del clarinetto, dal clarinetto piccolo al clarinetto basso,
creando così un suggestivo ed insolito “colore”. I brani proposti
comprendono   trascrizioni   dal   repertorio   classico   come   "Il
barbiere   di   Siviglia",   "I   Vespri   siciliani"   ed   altri,   come   le
stupende musiche di  Astor Piazzolla che  il  quintetto riesce a
interpretare   in   maniera   davvero   suggestiva.   Interessante,
anche   l'interpretazione   di     composizioni   elaborate
appositamente   per   il   “Solitaire   Ensemble”   dove   spaziano
diversi   linguaggi   della   musica   contemporanea,   con   un
particolare riferimento al jazz e alla canzone d’autore; vedasi
le  interpretazioni  di  classici    di  autori  come Gershwin,  Duke
Ellington e altri.

AL CASTELLO “SOLITAIRE ENSEMBLE”
Comunicato stampa
Settimo appuntamento dell’ AgimusFestival 2011. Domenica 4 settembre ore 20.30 – Mola di Bari – Castello
Angioino- vedrà protagonista il SOLITAIRE ENSEMBLE  – Simone Salza (clarinetto e sassofono), Alfredo
Natili (clarinetto piccolo e clarinetto), Renato Settembri (clarinetto), Ermete Quondampaolo (corno di bassetto),
Roberto Petrocchi (clarinetto basso).

Il concerto “Da Rossini a Verdi……Da Kurt Weill a Duke Ellington: la magia della trascrizione” è
proposto da un ensemble nato nel 1998 con l’obiettivo di divulgare il repertorio alternativo ai tradizionali
programmi per clarinetti. Un concerto speciale che porterà gli spettatori nel magico mondo della “trascrizione”,
sia essa di famose ouverture di operisti italiani (Rossini, Verdi) che quella di brani di carattere jazzistico
(Gershwin, Ellington) o di tango argentino (Gardel, Piazzolla).
I brani eseguiti in concerto sono arrangiati in esclusiva per il Solitaire Ensemble da insigni musicisti
contemporanei o dagli stessi componenti il quintetto. “Solitaire Ensemble”, unico in Italia nel suo genere,
rappresenta l’anello di congiunzione fra il quartetto “classico” di clarinetti e i cori di clarinetti. Il quintetto
utilizza gli strumenti più significativi della famiglia: dal clarinetto piccolo mib al clarinetto basso, con l’impiego
costante del corno di bassetto. L’impasto sonoro che ne scaturisce risulta affascinante, morbido e suadente;
oppure graffiante, scanzonato e burlesco, capace comunque di creare continue e differenti sensazioni che
stimolano l’interesse e la partecipazione del pubblico. Se la musica è un “gioco” (jouer/ to play= giocare-
suonare) l’intento del quintetto di clarinetti è “fare musica” in maniera professionale e “giocare/suonare” con il
pubblico, coinvolgendolo emotivamente. I componenti l’Ensemble provengono da diverse e significative
esperienze individuali, svolgono intensa attività solistica, cameristica ed orchestrale in collaborazione con altre
realtà musicali (Teatro dell’Opera di Roma, Accademia di S. Cecilia, Rai) vantando inoltre una consolidata
attività didattica presso Conservatori di Stato e importanti istituzioni musicali. Inoltre collaborano intensamente
alla produzione di colonne sonore per film con E. Morricone, L. Bakalov, N. Piovani, P. Bovino, A. Trovajoli ed
altri. Il Solitaire Ensemble si è esibito con grande successo presso importanti associazioni musicali italiane ed
europee, riscuotendo ovunque positivi consensi di pubblico e di critica.



Blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

mercoledì 7 novembre 2012

Nel Gioco del Jazz: una splendida serata al Teatro Forma di Bari con il "Solitaire Ensemble"
di Pino Marsico

"E' stata una domenica sera piena di gradevoli suggestioni, quella inaugurale della stagione 2012-2013 di "Nel Gioco nel Jazz", che l’affiatato gruppo di cinque clarinettisti del Solitaire Ensemble ha regalato al pubblico convenuto nella sala del Teatro Forma a Bari.
Fin da subito si è creato un clima di simpatica cordialità, che via via è diventata una vera e propria complicità, tra gli artisti e il pubblico, grazie alla vèrve accattivante di Roberto Petrocchi, impegnato al clarinetto basso, ispirato “presentatore” del concerto.
L’ensemble è unico nel suo genere, sia per il livello di eccellenza, dovuto al fatto che si tratta di cinque solisti, sia perchè non esiste un’altra formazione che suona insieme cinque differenti rappresentanti della famiglia dei clarinetti.
Il repertorio spaziava dall’opera lirica al belcanto, dalla musica da film ai più famosi standard del jazz; non è un caso infatti che l’inventore del clarinetto basso, Adolphe Sax,  come dice lo stesso nome, ha inventato, o meglio, creato dal nulla il sassofono, suonato da Simone Salza nelle performance jazz alla fine della seconda parte del concerto.
Si inizia con “Carmen suite”, ossia  gli highlights tratti dalla Carmen di Bizet, e subito la interpretazione suadente  e al tempo stesso limpida nella resa dei timbri della celebre opera, ha fatto intuire al pubblico tutta la ricchezza del “potenziale”, che l’ensemble avrebbe sprigionato nel prosieguo del concerto nel quale, a partire da questi primi brani, si associava un altro gradevole effetto: circa 250 immagini che preparate da Sara Romita, si susseguivano sullo schermo posto alle spalle dei musicisti.
Per ogni brano naturalmente ci sono una serie di immagini che  di volta in volta ne rimandano al tema , ai suoi luoghi e protagonisti, ai suoi colori , alle sue atmosfere.
Si prosegue con le musiche di Kurt Weill nella Suite da “Opera da tre soldi” che descrivono bene nella loro originale modernità il complesso intreccio dell’ambientazione popolare brechtiana.
Nella seconda parte del concerto si giunge quindi alle magiche atmosfere di Astor Piazzolla con due brani arrangiati apposta per l’ensemble, dal maestro fisarmonicista Luciano Fancelli: il famosissimo “Oblivion” e la scoppiettante rumba latino americana “Zita”.
In Oblivion, l'intensità drammatica e avvolgente del tango, era perfettamente resa dal sapiente mix del sax soprano di  Simone Salza nei suoi acuti evocativi e malinconici, in sinergia con il clarinetto basso di Roberto Petrocchi, che assurgeva a solista nei momenti di svolgimento della trama; il tutto in un crescente dialogo serrato tra i cinque strumenti che ben restituiva l’intenso sapore agrodolce del ballo argentino.
La vivacità spensierata della rumba che seguiva ha rilassato l’ambiente, insieme alle simpatiche melodie popolari colombiane arrangiate da Guitierrez e Calvo; queste sono  originariamente per  chitarra o nella versione per banda secondo la  grande tradizione del paese latino americano.
Sono state, quindi, eseguite musiche di un altro grande maestro, Gerardo Iacoucci, già collaboratore di grandi artisti come ad esempio Mina, che ha scritto per il Solitaire Ensemble un pezzo di intensa liricità, “Venezia”, oltre ad arrangiare magistralmente giganti del jazz (e non solo) come Duke Ellington e George Gershwin in “Four hits for five bye George”.
La penultima  esecuzione jazz è un raffinato pezzo di Dave Brubeck, “Blue rondò a la Turk”, nel quale si riconoscono i frutti dell’apprendistato del musicista americano alla scuola del grande compositore francese Darius Milhaud: il pezzo ha un andamento concitato secondo uno schema ritmico molto particolare che Simone Salsa definisce “azzoppato” e cioè 2+2+2+3 tipico degli anni 50: il risultato è una musica che sembra rimanere sospesa a volteggiare a mezz’aria ed infatti, ha spiegato il maestro, gli strumenti tecnicamente producono in perfetta sincronia una scala sonora verticale.
Chiudeva il concerto uno splendido arrangiamento del maestro sassofonista di “Night in Tunisia” del celebre Dizzy Gillespie, nel quale sono inconfondibili i riferimenti all’amico Charlie Parker.
Non poteva mancare il bis e forse non poteva non essere che un brano del grande Duke, un artista immenso nel quale forse meglio che in chiunque altro, si fondono magicamente in una costruzione  armonica unica, stili, linguaggi, correnti, ritmi, in una parola tutte le pulsioni del jazz a cavallo della metà del secolo scorso.
Gli applausi tributati all’ensemble durano a lungo e sono molto calorosi, merito di una serata musicalmente godibile.
PINO MARSICO

 
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